Cosa mangiare a Palermo, tra street food e piatti tipici palermitani

30 Gen , 2025 - Food

Cosa mangiare a Palermo, tra street food e piatti tipici palermitani

Se stai per visitare Palermo, cosa mangiare in città sarà una delle prime cose che vorrai sapere. Sono sicuro avrai sentito parlare dei cannoli, delle arancine e di altre bontà che la cucina tipica della Sicilia sa offrire. Ecco, queste e molte altre bontà siciliane le potrai trovare lungo le vie del capoluogo. Nota per lo street food, Palermo è considerata la capitale del cibo di strada in Italia, anche se io la metto a pari merito con a Napoli – se non ci credi leggi cosa mangiare a Napoli -. E’ anche la quinta città a livello europeo per lo street food e fino a qualche anno fa vi si teneva pure un festival dedicato.

Preparati, perchè verrai preso letteralmente per la gola: non dai residenti, ma dalla cucina palermitana. A me è successo così: ho trovato ha una cucina eccezionale, anche se molto particolare. Non mancheranno i cibi a base di pesce, di carne, la pasticceria, ma anche i primi piatti ed i fritti. Quando girerai per i mercati locali, le tue narici verranno inondate dagli odori più inebrianti, prodotti da venditori e mercanti, intenti a cucinare cibi unici prodotti esclusivamente al sud.

Ti lascio quindi cosa mangiare a Palermo e alcuni dei piatti tipici palermitani, suddivisi tra street food e piatti della tradizione gastronomica palermitana. ‘Ndemo!

Cosa mangiare a Palermo, tra street food e piatti tipici palermitani

1 L’Arancina

Il primo piatto tipico di cui ti vorrei parlare è un’icona dello street food di Palermo. E’ quella che io considero la sua regina: l’arancina! E sia chiaro: qui si chiama arancinA, con la A finale. A Palermo è al femminile, a Catania è arancinO, al maschile. Mentre nel capoluogo siciliano la trovi di forma sferica, a Catania si può trovare anche a forma appuntita con base arrotondata, in ricordo dell’Etna. Quando ordini fai attenzione perchè sbagliare il genere potrebbe comportarti un cazziatone da parte del venditore.

Si tratta di una pallina di riso allo zafferano, ricoperta da una pastella. Il caratteristico colore arancione che la rende simile ad una arancia proviene dalla friggitura. Viene servita calda e ne esistono fino a 100 varianti. A fare la differenza è il suo interno, che può essere riempito con tantissime varietà di cibo: ragù, formaggio, pancetta, carne, sugo per la pasta alla norma, pistacchio e quant’altro. Noi ne abbiamo assaggiate di svariati tipi, ma per me la più buon resta quella col ragù dentro. In via Maqueda si trova Sfrigola ma anche Ke Palle, due piccoli ristorantini specializzati nella produzione di arancine.

Data la consistenza, può essere un’ottima soluzione come pasto unico a pranzo o cena. La si può mangiare in qualsiasi momento della giornata come pasto principale ma anche accompagnando un aperitivo o come antipasto. Il costo varia dai 2.50€ ai 3€ ad arancina, a seconda del ripieno.

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Arancina

2 Il Cannolo Siciliano

Se l’arancina è la regina dello street food palermitano, allora il cannolo siciliano è il re della pasticceria siciliana.

Questo dolce è talmente popolare che ne esiste una variante anche nella cucina maltese – leggi qui cosa mangiare a Malta -. Si compone di una cialda di pasta croccante che viene arrotolata, fritta e fatta seccare. Qui assume la classica forma a tubicino ed il suo interno viene riempito con ricotta di pecora. Ai due estremi viene posta la guarnizione finale, a base di frutti canditi – arance o amarene -, gocce di cioccolato o granella di pistacchio. Sebbene sia un dolce tipico del carnevale, la sua popolarità e la sua bontà lo hanno reso un dolce diffuso in tutta la Sicilia durante tutto l’anno.

Le dimensioni variano da qualche centimetro, tipo finger food, fino a una decina di centimetri. Particolare non indifferente: deve essere preparato al momento per rimanere croccante e va mangiato subito. In questo modo la ricotta non ha il tempo di rilasciare la sua parte umida e non ammorbidisce la pasta. Se entri in una pasticceria e vedi i cannoli già pronti, la pasta molto probabilmente non sarà croccante e ti perderai la gioia del “crunch”. Devo dire che sentire lo spezzarsi della pasta e la ricotta in bocca è una sensazione impagabile.

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Cannoli Siciliani

3 Lo Sfincione

E’ il simbolo del cibo di strada a Palermo ed è uno dei cibi tipici palermitani più comuni da trovare lungo le vie della città. È stato inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali.

Lo sfincione è un pane pizza molto morbido e dall’impasto poroso simile ad una spugna, ricoperto di salsa di pomodoro, acciughe, origano e cipolla. Si trova nei ristorantini e nei mercati, in teglie di dimensioni di un metro. Viene tagliato in tranci, servito e mangiato al volo. Curiosa l’origine del suo nome: un’ipotesi dice provenga dal latino spongia, che significa appunto spugna. Un’altra versione dell’origine del nome dice che potrebbe derivare dal termine dialettale siciliano sfincia, ovvero soffice. Una terza versione fa risalire il nome all’arabo e alla parola sfang, per indicare una frittella al miele.

C’è anche una variante, lo sfincione bianco. Viene preparato a Bagheria nel periodo natalizio: la salsa di pomodoro viene sostituita con la ricotta e si mettono acciughe e cipolline. Qualunque sia l’origine e la variante, resta una prelibatezza palermitana super! Non perderlo.

4 Pane, panelle e crocchè

Altra cosa da mangiare a Palermo: pane panelle e crocchè. Io ho assaggiato anche la versione senza pane: nel primo caso panelle e crocchè erano all’interno del classico panino tondo morbido ricoperto di sesamo, nel secondo me le hanno servite o in un coppo – dopo te ne parlerò -. In alternativa si può usare un altro tipo di pane conosciuto come Mafalda.

Le crocchè sono le crocchette di patate, conosciute anche come cazzilli – non ridere! -, dal cuore ricco e dorate fuori. Le panelle sono delle piccole frittelle fritte di forma triangolare o quadrate, ottenute da un impasto di farina di ceci. Noi abbiamo mangiato le panelle sia come antipasto sia in mezzo al panino con le crocchè quando abbiamo fatto merenda pomeridiana. Il panino può sostituire anche un pasto intero. Devo dire che come piatto non mi ha propriamente entusiasmato ma almeno l’ho provato.

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Il mio pane panelle e crocchè

5 Pani ca’ Meusa

Questo è un piatto unico, che non si trova in giro per l’Italia ma solo in Sicilia. Tra le cose da mangiare a Palermo e tra gli street food più popolari, c’è il pani ca’ meusa. E’ un panino morbido ricoperto di sesamo e servito con un ripieno di milza, polmone e a volte anche trachea di vitello. A completare questa delizia della cucina palermitana ci pensa la ricotta, aggiunta in quantità abbondante, oppure il caciocavallo.

A preparare il tutto è il meusaru : utilizza una pentola inclinata per cucinare milza e polmoni, dove sul fondo si trova lo strutto bollente. Per riempire il panino utilizza una cassa coi buchi, in modo da far scolare un po’ il grasso. Viene poi condito anche col formaggio grattugiato o la ricotta e servito caldo. Lo potrai trovare al mercato di Ballarò, della Vucciria, o in uno dei tanti negozietti di strada.

Se lo assaggi per la prima volta, il mio consiglio è di non prendere un panino grande, ma uno di dimensioni ridotte. Spesso non piace a tutti. Se vai all’Antica Focacceria San Francesco, lo trovi in versione mini. Ci sono opinioni contrastanti in merito: chi dice faccia schifo, chi dice sia una delizia unica.

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Pane con la milza

6 Pane cunzato

Altro panino tipico dello street food Palermitano è il pane cunzato. Ne esistono diverse varianti. Noi lo abbiamo assaggiato al mercato di Ballarò. A me è piaciuto molto: mi ispirava il suo aspetto e devo dire che mi ha soddisfatto alla grande. La ricetta originale prevede il ripieno di un formaggio morbido come il primo sale siciliano, pomodori, origano e alici ma paese che vai, pane cunzato che trovi.

Si tratta di un panino morbido ripieno con gli ingredienti più disparati: il mio aveva olive, pomodorini, formaggio, abbondante olio d’oliva, origano e la buonissima ricotta di Corleone. Lo si può trovare anche con acciughe, melanzane, tonno e basilico. Insomma, questo prodotto della cucina tipica palermitana potrà cambiare ad ogni angolo della città. E devo dire è uno dei piatti che secondo me devi provare a Palermo.

Se ora è molto popolare e regala sapori indescrivibili a chi lo assaggia, una volta era conosciuto come il pane della disgrazia: le sue origini sono umilissime. Era preparato dalle famiglie povere che non avevano nulla di cui cibarsi, se non pane, formaggio e pomodori del proprio orto. Si reperiva ogni tanto qualche sardina, qualche acciuga e si metteva qualche foglia di basilico per mitigare il sapore del pesce. Col tempo è diventato così popolare da da diventare uno dei piatti tipici siciliani per eccellenza.

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Pane Cunzato

7 Stigghiole

Lungo le vie di Palermo ti capiterà sicuramente di riconoscere un altro dei piatti tipici della tradizione di strada. Lo riconoscerai a naso e a orecchio: a naso per via dell’odore della brace, a orecchio per le urla dei venditori. Sto parlando delle stigghiole. Anche questo piatto tipico palermitano è inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali.

A cucinarle è lo stigghiularu il quale cucina sulla griglia uno spiedino composto da un budello di agnello, di capra o vitello. Il budello viene lavato in acqua e sale, condito con prezzemolo e arrotolato attorno ad un cipollotto e cotto alla brace. Si può aggiungere una spruzzatina di limone come condimento. Assomiglia molto ad uno spiedino della cucina greca, composta da un budello e ripieno di frattaglie animali.

Dove mangiare le stigghiole? Le puoi trovare lungo le vie della città oppure nei mercati più popolari come il mercato di Ballarò, la Vucciria o del capo.

8 Coppo di pesce fritto

Cos’altro ancora mangiare a Palermo? Sicuramente qualcosa a base di pesce. Per questo ti consiglio di assaggiare il coppo di pesce fritto. E’ un cono di carta al cui interno si trova una frittura di pesce mangiare passeggiando o seduti, con le mani o con un lungo stuzzichino.

Il pesce fritto è composto di solito da un mix di calamari, gamberi e pesciolini, accompagnato da una fetta di limone. C’è chi preferisce solo calamari, chi invece solo gamberi, altri ancora non gradiscono i pesciolini fritti. In città potrai trovare anche un coppo di sole panelle, oppure di patatine fritte, ma anche con altri pesci come seppioline, polipi e totani.

Insomma, hai solo l’imbarazzo della scelta: scegli quello che più ti piace e gustatelo. Noi lo abbiamo assaggiato da Passami u coppu, una catena appartenente allo chef Natale Giunta. Quello che abbiamo assaggiato non era affatto male.

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Coppo di pesce fritto

9 Polpo bollito

Un altro piatto particolare è u purpu vugghiuto, il polpo bollito. Generalmente viene cucinato per strada alla griglia e servito così com’è, accompagnato da una spruzzata di limone. Altre volte viene servito con insalata. Ma c’è anche la variante del panino col polpo. I venditori di polpo bollito si chiamano purpari.

Il polpo bollito si può trovare sia lungo le strade della città, sia in uno dei mercati cittadini – Ballarò, Vucciara, del Capo – ma anche in località limitrofe come Mondello, Sferracavallo e Romagnolo. E’ proprio da Mondello che nasce la tradizione del polpo bollito. Una volta si mangiavano solo quelli più piccoli perchè i polpi superiori al chilo, una volta cotti, diventavano gommosi. Ma durante la seconda guerra mondiale con lo sbarco degli americani in Sicilia, a Mondello si iniziarono a vendere anche i polpi più grandi lessati. Fu un successo e da allora i polpi bolliti invasero le strade di Palermo.

Una cosa: del polpo i più audaci ne mangiano anche la testa. Io non ci sono mai riuscito. Tu ci riuscirai?

10 Pasta alla norma

Finora ho parlato di street food. Ma Palermo non è solo cibo di strada. E’ anche primi piatti sostanziosi e prelibati. Sediamoci quindi a tavola e scopriamo quali sono i piatti della tradizione siciliana.

Prima di essere crocifisso, un appunto: ci tengo a specificare che lo so! La pasta alla norma è originaria di Catania! Ma siccome è entrata di diritto nei piatti tipici della gastronomia della Sicilia, allora se cerchi un altra bontà da mangiare a Palermo, questo piatto fa per te! Lo considero l’alternativa alle due sotto, che possono non piacere a tutti.

La pasta alla norma è un primo piatto di maccheroni conditi con pomodoro. Al sugo vengono aggiunte successivamente melanzane fritte, ricotta salata e basilico. E’ una soluzione sostanziosa e gustosa per chi non vuole rinunciare al piacere di un buon primo piatto.

11 Pasta con le sarde

Da bravo schizzinoso, odio le sarde. Non mangio le sarde in saòr, uno dei piatti tipici veneti per eccellenza, figurati se assaggio la pasta con le sarde. Gli spaghetti – o bucatini -vengono accompagnati da un sugo a base di pesce azzurro freschissimo, pinoli, uvetta e finocchietto. Siccome ne esistono diverse varianti, a Palermo ne esiste una propria versione.

Per rendere il piatto unico ma allo stesso tempo più consistente e saporito, si aggiunge una manciata di muddica atturrata, ossia del pangrattato tostato. Il pane venne aggiunto in passato, probabilmente per non buttare quello raffermo, per mitigare il gusto del pesce e per dare consistenza al piatto. Ma anche perchè, secondo la tradizione, gli immigrati che vivevano al nord, portavano con sè elementi di conserva ed utilizzavano quel che avevano per realizzare la loro pasta preferita.

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Anelletti al forno. Copy: depositphotos

12 Anelletti al forno

La cucina tipica palermitana fonde alcuni piatti con la cucina maltese. E infatti questo primo è molto simile a quella che a malta si chiama timpana. Si tratta di un timballo di pasta, una pasta pasticciata, che qui viene realizzata amalgamando formaggio tuma o primosale e i tipici anelletti. A completare l’opera è una spolverata di caciocavallo grattuggiato.

E’ una pietanza domenicale ma ormai commestibile tutti i giorni e ogni zona della Sicilia ne ha una sua variante. La sua origine è araba: probabilmente è anche attraverso l’isola di Malta che questo primo piatto è entrato in Sicilia e da qui si è poi evoluto.

13 Cassata Siciliana

Siamo arrivati alla parte più bella dei piatti dedicati a cosa mangiare a Palermo. La pasticceria siciliana è una vera delizia, come tutta la pasticceria del sud Italia. Al cannolo ho dedicato il primo paragrafo della lista, ma la mitica cassata siciliana ha comunque un posto d’onore. Questo dolce, nato nella provincia di Catania ma diffusosi in tutta l’isola, è a base di ricotta zuccherata, pan di spagna e canditi pasta reale. Incerta la sua origine: potrebbe essere, dalla parola quas’at – bacinella -, oppure dal latino, caseum, formaggio.

Una variante di questo dolce tradizionale sono le Minne di Sant’Agata – tipiche di Catania ma diffuse anche a Palermo –: sono delle cassatelle dalla forma tondeggiante fatte con pan di Spagna imbevute di rosolio e farcite con ricotta di pecora, gocce di cioccolato e canditi all’interno. L’esterno è ricoperto di glassa bianca e decorato da una ciliegia candita. Hanno le forme dei seni di una donna, da cui il nome .

Cassata Siciliana. Copy: depositphotos

14 Granita e brioche

Ultima bontà di questa carrellata dedicata ai piatti tipici da assaggiare a Palermo è la granita e brioche. Sebbene si trovi per lo più a Messina e Catania, anche qui è molto popolare e diffusa. E’ ottima per colazione e per iniziare la giornata, soprattutto in estate quando il caldo torrido avvolge l’isola sin dalle prime ore del mattino. La brioche va servita calda e può essere inzuppata nella granita. Un breve appunto: la brioche non è come quella che intendiamo al nord, ma è una sorta di pane dolce. La granita, invece, può avere i gusti più disparati ed ha una consistenza densa simile al gelato. Bontà infinita!

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Granita e Brioche

Bene, con questo ho finito. Adesso la cucina tipica palermitana non ha più segreti. Tra street food e piatti tipici, spero di averti dato dei suggerimenti utili per quando visiterai Palermo. Sono sicuro che anche tu tornerai ingrassato dalla Sicilia come abbiamo fatto noi 🙂 . Grazie della lettura, alla prossima e seguimi sui social per rimanere aggiornato sui miei viaggi.


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