Ti piace la street art? Allora un altro luogo che ti potrebbe interessare del mio Veneto è il piccolo paesino di Vallà, situato in provincia di Treviso. Si tratta di un piccolo borgo dove però la street art ha un ruolo fondamentale. Il progetto, chiamato The Wallà, è un progetto di rigenerazione artistica urbana partecipata sviluppatosi in questo piccolo paesino della marca Trevigiana. Le opere si trovano lungo le strade di Vallà, suddivise tra muri, pareti e facciate delle case. Andiamo a scoprirle e vediamo tutta la storia di questo progetto.
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The Wallà: il muro delle opportunità
Il nome “the Walla” nasce dall’unione delle parole Vallà, il nome del paese, e wall, muro in inglese, per indicare i muri usati dagli street arters per dipingere le loro opere. The Wallà è il progetto di rigenerazione urbana di Vallà. Gli artisti hanno dipinto i loro murales su pareti di case ed edifici ma anche sui muri di recinzione delle abitazioni. Si tratta di un percorso a cielo aperto di opere di street art sviluppati lungo la provinciale 667.
Il progetto è partito a Maggio 2021 con le prime opere e prevede anche un percorso didattico di accompagnamento dedicato a bambini e ragazzi. Attraverso workshop guidati da artisti, urbanisti e docenti, mette al centro i temi l’arte contemporanea e la riqualificazione urbana.
Se ti ricordi ti avevo parlato di un progetto simile, quello della street art di Caorle, solo che qui il progetto è leggermente diverso perchè si trattava di opere realizzate nel momento del Caorle Sea Festival.
Le opere
Si tratta in tutto di 14 opere, 12 sparse lungo le vie del centro cittadino e 2 fuori dal paese. Le opere sono di artisti di fama internazionale. Ecco quali nome, autore e significato. Le prime due sono quelle fuori dal centro:
- Bosco, sottobosco e dintorni, di Camilla Falsini: un sottobosco realizzato su un enorme muro con forme dalle linee marcate, fino a trasformarli in moduli colorati che definiscono gli elementi figurativi.
- Bellezza e biodiversità, di Run: sulle pareti di un istituto agrario, l’artista ha realizzato un grande disegno che rappresenta foglie, fiori, funghi, appartenenti ad un unico, grande ecosistema che deve essere preservato dall’uomo.
- Le Grazie di Canova sono uscite dalla Gipsoteca, di Kraser: le Grazie del Canova rappresentate sul muro di una casa. Sono disegnate in un angolo di Vallà fin troppo trafficato, quindi frenetico e neppure troppo bello. Kraser le ha rappresentate qui per dare u tocco di bellezza e per far rallentare la gente dalla frenesia quotidiana.
- Nonostante il tempo passi…, di Tony Gallo: L’opera si basa su questa frase: “Tutto quello che dobbiamo fare è dare acqua a ciò che teniamo, anche una goccia al giorno può bastare per tener vicino l’amore che desideriamo”. Un ragazzo dona acqua ad una ragazza come a volerle donare amore.
- Senza titolo, di Bastardilla: la risposta alla guerra e alla violenza. Un soldato dalle forme di uccello “soccombe” a degli uomini dal formato lillpuziano che lo torturano facendogli il solletico. L’opera si sviluppa lungo il muro di recinzione per terminare sulla parete della casa stessa.
- Riordinarsi, di Zed1: l’opera parla dell’insicurezza e della crescita di una ragazza che, sospesa su un’altalena, dondola tra scelte difficili e fatica a capire se stessa. Come in un gioco per bambini, cerca il cubo che manca per completare il disegno sul suo petto. È un invito, rivolto a persone di tutte le età, a capire cosa ci serve per stare bene con noi stessi.
- Le avventure di Pinocchio, di La collettiva di Pinocchio: in occasione del Wonderwalla festival 2022 mille volontari hanno trascritto lungo un muro di recinzione l’intero testo delle Avventure di Pinocchio di Collodi. A sinistra, il volto del burattino, poi scorrendo verso destra un muro di 50 metri con la storia di Pinocchio, accompagnate dal lungo naso color arancio.
- Il Portale, di Agostino Iacurci: sulla facciata di una casa privata si trova una facciata multicolore con una porta monumentale, che indica una soglia immaginaria, un portale simbolico per il paese. Il tema dell’ingresso o della porta monumentale è ricorrente nell’architettura della zona, grazie alle ville storiche
- Il Destino come scelta, di Zentequerente: simboli e significati legati alle iconografie antiche a sinistra, l’uomo succube delle abitudini e degli attaccamenti, a destra.
- Senza nome, di Peeta Ead: Non ci sono informazioni su quest’opera. Si trova sulla facciata di una casa.
- Senza nome, di Vera Bugatti: Una giovane ragazza allevatrice e contadina ha scelto una vita diversa, quella rurale, come atto di ribellione alla società consumistica. Il pensiero è quello di Pasolini, perennemente in conflitto con la società consumistica e con il potere.
- Re Bel, di Ericailcane: il titolo fa riferimento al gioco della scopa, dove una donnola e una volpe si sfidano a scopa con le carte trevigiane.
- Senza nome, di Alessandra Carloni: l’opera rappresenta in chiave onirica la tematica della distanza e il distacco delle relazioni tra le persone, accentuato dalla pandemia e dalla tecnologia. Due persone che indossano due copricapi da pennuti, in simbiosi con gli aironi meccanicizzati, si guardano. Questo marca la distanza tra loro ma c’è un filo, il legame, che li collega.
- The Wallajam, artisti sconosciuti: Un lungo muro di recinzione disegnato con scritte colorate.
Qui sotto trovi alcune delle opere.








Mappa delle opere
Ti lascio qui sotto la mappa, come faccio di solito, per vedere dove si trovano tutti i murales. Il link è preso direttamente dal sito The Wallà.
