Torino non è solo la città della Mole Antonelliana, della Fiat e di una delle squadre calcistiche più tifate d’Italia. E’ anche un vero paradiso per i buongustai! Se stai programmando un viaggio nel capoluogo piemontese, preparati a un’esperienza culinaria ricca di sapori autentici, tradizione e un tocco di eleganza sabauda.
Ho avuto modo di assaggiare i grandi classici della gastronomia torinese, alcuni piatti tradizionali della cucina piemontese e altri piatti nati in città e diventati un vero e proprio must da assaggiare a Torino. La cucina tipica piemontese mi ha ricordato, per certi versi, la cucina friulana e la cucina Toscana, dove carni e vini rossi la fanno da padrone. In questo articolo ti porterò alla scoperta di 13 piatti tipici da assaggiare assolutamente, per un viaggio tra gusto e tradizione che ti lascerà a bocca… piena! 😋 Pronto a scoprire cosa mangiare a Torino? ‘Ndemo!
Indice dei contenuti
Cosa mangiare a Torino: 13 piatti da assaggiare
1 I tramezzini
Iniziamo a scoprire cosa mangiare a Torino da uno dei piatti simbolo della tradizione piemontese, ormai diffusosi a livello nazionale: il tramezzino. Lo sai che questa bontà, molto semplice da realizzare, è nata proprio qui in centro città, in Piazza Castello? Per la precisione è nata al Caffè Mulassano: i coniugi Angela Demichelis e Onorino Nebiolo acquistarono il caffè e proposero la versione italiana del suo parente inglese, il tea sandwich. Il nome tramezzino fu coniato da Gabriele D’Annunzio: il tramezzo indicava il pasto tra la colazione ed il pranzo.
Inutile che ti dica con cosa viene farcito, perchè ormai le varianti sono infinite e tra le più disparate. Noi abbiamo voluto assaggiarlo proprio al Caffè Mulassano perchè volevamo mangiarlo dove è nato. Devo dire che si paga più la tradizione e la storia del posto che la bontà del prodotto.
2 Il vitello tonnato
Forse l’antipasto tipico per eccellenza della cucina piemontese: il vitello tonnato, – vitel tonnè in francese o vitel tonnà in piemontese – è una bontà che mangerei a quintalate, se fatto bene. Oltre ad essere un goloso antipasto, può essere un ottimo piatto unico. Si presume sia originario della provincia di Cuneo e originariamente la ricetta non prevedeva la presenza del tonno. La presenza dell’aggettivo tonnato stava probabilmente a significare vitello cucinato alla maniera del tonno. Solo nel XIX secolo si usa il tonno vero e proprio. Successivamente, dal secondo dopoguerra in poi, si aggiunge la maionese per creare la tipica salsa.
La carne usata è il girello di fassone, che viene tagliata sottile dopo la cottura e la marinatura. E’ servito freddo e ricoperto dalla salsa tonnata, accompagnata spesso dalla presenza di capperi. Se la salsa ha il giusto equilibrio, il piatto diventa stupefacente!

3 I tajarin
Uno dei piatti tipici piemontesi più rappresentativi è senza dubbio un bel piatto di tajarin al tartufo bianco d’alba. Solitamente questo piatto è molto diffuso nella zona delle langhe e la presenza del tartufo, tra i più pregiati in giro, ne è la testimonianza. I tajarin sono i tagliolini di pasta fresca all’uovo, molto diffusi in Piemonte per la loro forma sottile e stretta ricordano le tagliatelle. A Torino noi li abbiamo assaggiati col ragù d’anatra e sono una vera prelibatezza anche in questa versione. Ma ne esistono più versioni: sono sicuramente molto buoni anche con i funghi freschi, col sugo dell’arrosto, burro e salvia e conditi con abbondante ragù. A te la scelta. In qualsiasi, caso sarà un piatto tutto da gustare.
4 Gli agnolotti del plin
Altra bontà a base di uovo e carne. Questi agnolotti ripieni, molto più piccoli rispetto a quelli tradizionali, sono un altro piatto tradizionale del Piemonte. Sono originari della zona delle Langhe, Asti e Monferrato e delle province di Cuneo ed Alessandria. Hanno origini molto umili: in passato, il ripieno si faceva con gli avanzi della carne, in particolare dell’arrosto. Se una volta si usavano gli avanzi, oggi per crearne un cuore gustoso si utilizzano carni miste, verdura e uova. Come condimento si utilizza il sugo dell’arrosto – io li ho assaggiati in questa versione – , ma anche ragù, burro e salvia o brodo di carne.
Non dimenticare di accompagnarli con un buon bicchiere di vino locale, come il barbera, un rosso tipico dell’astigiano. Ma di questo te ne parlerò dopo. A me gli agnolotti sono piaciuti molto, una delizia davvero gustosa. Ti starai chiedendo perchè si dice “del plin”: significa pizzicotto e indica il gesto che si fa con le dita quando si chiude l’agnolotto.

5 La carne cruda
Molto diffusa nella regione è l’utilizzo della carne cruda come antipasto o piatto unico. Non credo sia per tutti, e infatti la mia compagna e mia figlia l’hanno evitata. Io invece l’ho trovata deliziosa. Avevo avuto modo di assaggiarla anni fa nella zona di Alba, e ne conservavo un buon ricordo. Dovevo ripetere l’esperienza e quindi mi sento di consigliartela come una tra le cose da mangiare a Torino.
La tradizione piemontese per la carne cruda ha origini antichissime: si dice che i primi abitanti della regione portarono dei piccoli cavalli dall’Asia e ne mangiarono la carne senza cucinarla. La carne cruda, mangiata ad Alba, fu introdotta attorno al 1960. Oggi si serve con condimenti vari come limone o olio d’oliva. La carne può essere tagliata in fettine sottili, al coltello o con l’affettatrice, e viene spesso marinata o presentata come una tartare. Va servita fredda, ma non troppo, e nella zona di Alba si serve anche con tartufo o funghi. Per me uno dei migliori piatti piemontesi.

6 La bagna cauda
Se mi leggi e sai cos’è la bagna cauda, già immagini cosa ti sto per dire: non l’ho assaggiata, visto che io e i cibi liquidi non andiamo d’accordo. Si tratta di una salsa piemontese tipica del periodo della vendemmia e quindi molto popolare tra l’autunno e l’inverno. Non solo è un cibo liquido, ma al suo interno ci sono pure le acciughe dissalate e deliscate – io non le amo – . Queste vengono cotte a fuoco lento in un recipiente in terracotta con verdure come patate, peperoni, cipolle al forno, cavoli, ravanelli e rape – giusto per citarne qualcuna -. Il piatto è simbolo di convivialità e di solito i commensali attingono questa zuppa calda dal dian, tegame di cottura in terracotta.
7 Il brasato al barolo
Un’altra delizia che ho molto apprezzato. Per realizzare questa specialità gastronomica della cucina piemontese, viene usata carne di bovini appartenenti alla razza piemontese, conosciuta come fassone. Si tratta di uno stufato di carne cotto a fuoco lento nel barolo: in questo modo la carne si ammorbidisce e prende gli aromi del vino, delle spezie e delle verdure con cui viene cotta.
La carne viene poi tagliata in fette più meno spesse e accompagnata da un rosso corposo e da verdure, prevalentemente cotte. A me è piaciuto molto: si tratta di un piatto molto saporito e gustoso, capace di soddisfare un po’ tutti gli amanti della carne.
8 I goffri
Da qui in giù, molti di questi cibi piemontesi sono suggerimenti del mio amico Daniele di Five in Travel. Uno di questi sono i goffri. Non so se li hai mai sentiti nominare, io prima di visitare Torino non li conoscevo. Se ti dico piadina romagnola ti dice qualcosa? Ecco, sappi che potrebbero assomigliare a quello che è uno dei piatti tipici della cucina romagnola per eccellenza.
Si tratta di una cialda di acqua, farina, lievito e sale, preparata al momento ma molto simile ad un waffle. Se ne ricava una cialda dal caratteristico aspetto reticolato. Questa viene piegata a metà e riempita di qualsiasi cosa – affettati misti e salse -. Esistono anche le versioni dolci, con cioccolato e marmellate. La versione popolare ed originale prevedeva l’utilizzo di lardo e cipolla. Attenzione però: non sono originari del capoluogo piemontese, bensì dell’Alta Val Chisone e Alta Val di Susa. A noi sono piaciuti e ti consiglio di assaggiarli assolutamente, dato che hanno un costo molto economico.

9 Cioccolato: gianduiotto e cremino
Torino fa rima con cioccolato! E non è un caso che in città si tenga ogni anno Cioccolatò, un evento di 4 giorni dedicato a questo squisito prodotto. Il capoluogo piemontese è considerato la capitale italiana del cioccolato, quindi non puoi dire di essere stato a Torino se non hai mangiato qualcosa a base di cioccolato.
Noi durante la visita ad alcuni stand abbiamo assaggiato le due delizie per eccellenza. La prima è stata il cremino: è un cioccolatino cubico composto da due strati di cioccolato gianduia inframmezzati da una pasta di cioccolato contenente nocciole, caffè o limone. La seconda è stata il gianduiotto, il famoso cioccolatino a forma di barca rovesciata avvolto in una cartina color oro. Poi abbiamo acquistato anche la la crema di gianduia, ma questa è un’altra storia. E’ stato un evento…dolcissimo!

10 Il bicerin
Anche il bicerin fa parte della tradizione gastronomica piemontese. E’ stato il mio chiodo fisso per tutto il viaggio: non me ne sarei andato se non lo avessi assaggiato. Si tratta di una bevanda analcolica servita calda a base di caffè, cioccolato e crema di latte. E’ conosciuto anche come bicerin ‘d Cavour.
La sua origine risale probabilmente al diciottesimo secolo, dove nacque nel locale di piazza della Consolata, il Bicerin appunto. Nel corso dei secoli ha conosciuto diverse evoluzioni e varianti. Noi lo abbiamo assaggiato da Guido Gobino. Avrei voluto assaggiarlo seduto al tavolo ma purtroppo nei vari locali il posto scarseggiava quindi l’ho assaggiato da asporto – è una dritta che ti do -. Nel 2001 è stato riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale della regione Piemonte.
11 Le patate ripiene
Faccio una premessa prima di parlarti di questa delizia: nonostante il titolo dell’articolo, non si tratta di un piatto tipico piemontese, ma è un piatto molto noto e diffuso da mangiare a Torino. Le potrai trovare nei ristoranti di Poormanger – vedi sotto -. Sono una vera e propria prelibatezza. A me sono piaciute un sacco e si tratta di un piatto molto sostanzioso, che potrebbe essere anche un piatto unico.
Le patate vengono cucinate e cotte con la buccia, aperte e riempite con qualsiasi bendidio. Oltre al ripieno di patate lesse, la mia aveva anche cipolle e pomodorini secchi. Ma le puoi trovare anche con formaggi, verdure e carne, a seconda dell’abbinamento che prevede il menù. Che dire…è stata una bella scoperta – grazie Daniele –

12 Il vermouth
E’ ora dell’aperitivo. Anche a Torino si beve lo spritz, ma il prezzo è molto più alto che in Veneto. Piuttosto ti consiglio di assaggiare il Vermouth, che qui a Torino si usa molto bere. Si tratta di un vino liquoroso aromatizzato alle erbe, nato proprio qui nel 1786. La sua gradazione alcoolica si aggira tra il 16% e 22% e l’elemento fondamentale è l’assenzio oppure delle erbe appartenenti alle artemisie.
Si divide in vermut bianco oppure rosso. Si può bere liscio, con ghiaccio ed una scorza di arancia. In alternativa viene utilizzato elemento di alcuni cocktail come l’Americano, il Negroni, il Martini e Manhattan. Io l’ho assaggiato bianco e l’ho trovato molto gustoso, con una buona gradazione alcolica anche se non troppo elevata.

13 I vini
Non potevo terminare questo articolo dedicato alle cose da mangiare e bere a Torino senza parlarti dei vini. Un po’ come in Veneto, anche qui la tradizione vitivinicola è parte integrante della cultura locale. I più noti tra i vini piemontesi sono i tre rossi per eccellenza: il Barolo, il Barbera e il Barbaresco sono presenti in tutti i ristoranti del capoluogo piemontese. Ovviamente potrai trovare anche dei bianchi, come il Moscato D’Asti e l’Asti DOCG, alcuni tra i più pregiati vini piemontesi. Ovviamente la produzione non si limita a questo: se ti piace il vino, le cantine dei ristoranti sono sempre ben rifornite.
Questo è quello che ti suggerisco io di assaggiare a Torino. Se vorrai approfondire poi la visita alla città di Torino, ti invito a leggere gli articoli sotto la sezione Piemonte. Inoltre, per facilitare la tua visita, ti consiglio di acquistare la Torino + Piemonte Card, la tessera che ti darà libero accesso ad un gran numero di musei e di attrazioni, oltre a scontistiche, riduzioni e prezzi agevolati. Una tessera singola offre questi vantaggi contemporaneamente per un adulto e un bambino minore di 12 anni. La Torino + Piemonte Card può avere una durata di 24, 48, 72 o 120 ore. Per ulteriori dettagli, visita il link. Noi ne abbiamo ricevute due in omaggio da Turismo Torino e Provincia. e devo dire che sono state utilissime: ci hanno permesso di accedere a molti musei e luoghi che volevamo vedere.
Dove mangiare a Torino
Ora che sai cosa mangiare a Torino, mi sembra giusto darti alcune dritte su dove assaggiare alcune delle specialità piemontesi che ti ho indicato di sopra. Per le dritte, ringrazio di cuore i miei amici torinesi Daniele e Marilena di Five in Travel: non si sono risparmiati in consigli e siamo andati anche a cena assieme. Ti invito a seguirli nel loro blog dedicato ai viaggi in cinque sensi, in Italia e all’estero, e sui social. Le info che trovi qui sotto sono soprattutto merito loro.
- Poormanger: un locale dove la parte del leone la fanno le patate. Ci sono anche molti piatti tipici della gastronomia piemontese come il vitello tonnato. Consigliato se vuoi spendere poco. Una delle sedi si trova a pochi passi dal Municipio, in via Palazzo di Città.
- Piola da Cianci: Classica osteria piemontese dove si mangia bene, si beve ancor meglio e si spende poco. Fanno pochi piatti ma molto buoni. E’ qui che ho mangiato gli agnolotti del plin. Si trova in Largo IV Marzo, a pochi passi dal Municipio. Vai presto perché c’è sempre coda.
- Caffè Mulassano: il caffè storico dove sono nati i tramezzini a Torino. Dispone di pochi posti a sedere, sia interni che esterni. I prezzi sono dovuti più alla tradizione storica del posto. Si trova in piazza Castello 15, sotto i portici.
- Guido Gobino: uno dei luoghi simbolo di Torino per gli amanti del cioccolato. Qui potrai assaggiare il Bicerin e molti altri prodotti a base di cioccolato. Si trova a pochi passi dal Museo Egizio, all’angolo di Via Lagrange.
- M** Bun: si scrive proprio così, probabilmente per non avere problemi con la nota catena di fast food. Si tratta di una Agrihamburgheria di slow-fast food, dove le carni e gli ingredienti sono di origine piemontese. Devo dire che la qualità è decisamente elevata. In città ci sono 4 sedi. Noi abbiamo mangiato in quella all’angolo di via Cernaia.
- Vermoutheria Peliti’s: si trova ai murazzi del Po. Qui potrai degustare uno dei tanti vermouth disponibili, liscio oppure in versione cocktail. All’interno hanno una parete di circa quattro metri di altezza piena di bottiglie di Vermouth.
Oltre a questi ristoranti, ti segnalo anche il progetto Mangébin: si tratta di un progetto di Turismo Torino e Provincia e della Camera di Commercio. Si tratta di un circuito di ristoranti che garantiscono piatti e vini tipici sul menù. I ristoranti si suddividono tra quelli in città e quelli fuori dalla città e situati in diverse province della regione.
Spero che questo mio articolo sui piatti tipici torinesi e cosa mangiare a Torino ti sia utile. La cucina tipica piemontese mi soddisfatto in pieno. Con questo è tutto: ti invito a seguirmi qui sul blog e sui social per restare aggiornato sui miei viaggi. Alla prossima.

Io e Marilena siamo felicissimi di averti fatto scoprire alcune delle pietanza tipiche della nostra Torino e soprattutto ci ha fatto molto piacere poter trascorrere del tempo in compagnia della tua famiglia brindando alla nostra amicizia virtuale e reale davanti ad un ottimo bicchiere di Vermouth!
Speriamo di ripetere a breve questa esperienza!
Ciao Vecio! È stato un pomeriggio bellissimo perché oltre al buon cibo, abbiamo scoperto degli angoli di Torino che non conoscevamo. Grazie mille ancora e speriamo di vederci presto, stavolta magari in Veneto per mangiare cicchetti e bere Spritz.
Luca